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TRENTARE'

Si tratta di un vino bianco aromatico.
È prodotto con uve storiche trentine: Moscato Giallo (50%), Nosiola (40%), e un terzo vitigno (10%) a discrezione del produttore ( ad esempio Verdealbara, bagarino Bianco, Peverella, Veltliner rosso, Vanderbara, ecc.).
Avrebbe dovuto chiamarsi TRENTINER ma le rigide norme sull’etichettatura non lo permettono.
L’intenzione delle sei cantine che partecipano al progetto (Casata Monfort, Nicolodi, Francesco Poli, Vivallis, Salizzoni, Vallarom) è di produrre un vino che sia espressione di tutto il Trentino (tre valli, tre fiumi, tre vitigni) e che possa, attraverso un progetto e un impegno comune, esprimere le peculiarità delle varie realtà che vi operano: aziende agricole, artigiani del vino, vinificatori e cantine sociali.
Le particolari e diversificate condizioni climatiche del Trentino (da quello Mediterraneo sul Lago di Garda e quello continentale in Val di Cembra), la latitudine, i vari livelli altimetrici, le molteplici componenti geologiche dei terreni, le tradizioni rimarcano, nei vini trentini, le sfumaturearomatiche, la finezza e l’eleganza.
Il nome TRENTINER riassumerebbe ed evocherebbe tutto questo.
Nel nostro caso è composto dal 50% di uve Moscato Giallo, in varie selezioni clonali coltivate sul conoide dei Masi, dal 10% di Verdealbara coltivata sul conoide del Vallarom e dal 40% di Nosiola fornita da Alessandro Poli che condivide per il suo vino il nostro Moscato Giallo. La forma di allevamento è la spalliera con potatura a Guyot, con una densità di 6200 ceppi ettaro, in forte pendenza con esposizione sud-ovest, in un terreno prevalentemente calcareo-dolomitico.
La vendemmia manuale avviene, verso la fine di settembre, in base all’andamento climatico stagionale.
L’uva viene raccolta a mano e depositata in piccole cassette e subito portata in cantina, dove, viene pigiata in maniera soffice da una pressa pneumatica. Il mosto ottenuto viene trasferito in botti di acciaio, dove effettua la fermentazione alcolica, che avviene spontaneamente per effetto dei lieviti “indigeni” con controllo della temperatura.
Terminata la fase della fermentazione alcolica, il vino viene lasciato nelle botti a contatto con le fecce fini, per circa sei mesi, dopodiché si effettua il travaso e poi imbottigliato.
Il vino così ottenuto si presenta di un bel colore giallo paglierino con venature dorate, al naso si percepiscono profumi di agrumi, note fruttate tipiche della varietà moscato e fiori bianchi. In bocca risulta morbido, persistente con una piacevole freschezza, secco al palato, di ottima beva, adatto all’invecchiamento.
Tutte le lavorazioni in campagna (certificata biologica) e in cantina, vengono effettuate nel massimo rispetto della materia prima seguendo scrupolosamente le fasi lunari.

Il vitigno.